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Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
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Lmwbq'mwbgIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato (mwbwIPZS) è una mwcasocietà per azioni partecipata dal mwcqMinistero dell'economia e delle finanze.
Assolve la funzione di garante della fede pubblica attraverso l'ideazione e lo sviluppo di soluzioni integrate nell'ambito della sicurezza, della tutela della salute, dell'anticontraffazione e della tracciabilità. La sede legale è a mwcwRoma, in via Salaria 691, mentre la sua struttura produttiva è distribuita sul territorio nazionale con gli Stabilimenti di Roma, di cui fanno parte l'Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali e lo Stabilimento Salario, lo Stabilimento della Zecca in via Gino Capponi, lo Stabilimento di mwdaFoggia dove è ubicata la cartiera, e lo Stabilimento di mwdqVerrès in mwdgValle d'Aosta.
Contents
• Storia
• Attività
• CIE 3.0
• Note
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Storia
Il primo stabilimento statale italiano che si occupasse di lavori di tipografia fu l'Officina Governativa delle Carte Valori, fondata dall'allora Ministro delle finanze mwegQuintino Sella con citerefLegge 11 maggio 1865, n. 2285 e stabilita a Torinocite-ref-1[1]. A questa, durante la prima guerra mondiale si affiancò, per alleggerirne il carico di lavoro lo Stabilimento poligrafico per l'Amministrazione della guerra, installato in un fabbricato in via Gino Capponi a Romacite-ref-2[2]. Nel 1928 i due istituti si fusero nell'Istituto poligrafico dello Stato con legge n. 2744 del 6 dicembre 1928. L'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato assume la denominazione attuale nel 1978, quando acquisisce la Zecca ai sensi della mwgwLegge 20 aprile 1978, n. 154. Con delibera CIPE n. 59/2002, il Poligrafico viene quindi trasformato in società per azioni con socio unico il Ministero dell'economia e delle finanze nel 2002. Il Poligrafico è ancora oggi il fornitore ufficiale delle carte valori per lo Stato italiano, sviluppando tecnologie sempre più sofisticate e soluzioni integrate.
Attività
Le attività della Società possono essere ricondotte a quattro grandi aree:
• documenti d'identità;
• anticontraffazione e tracciabilità;
• monetazione e filiera artistica;
• filiera giuridico-amministrativa e prodotti mwiwweb based.
La Società cura, inoltre, la stampa delle pubblicazioni ufficiali dello Stato, tra cui la mwjqGazzetta Ufficiale e delle carte valori dello Stato, tra cui i francobolli, che vengono realizzati dall'Officina Carte Valori e Produzioni tradizionali.
Documenti di identità
Il Poligrafico realizza, produce, gestisce e sviluppa le infrastrutture del software necessario per l'emissione dei documenti di identità, quali la mwkacarta d'identità, il mwkqpassaportocite-ref-3[3] e il permesso di soggiornocite-ref-4[4] elettronici. La gestione integrata dei processi di produzione, emissione e controllo dei prodotti, che attestano l'identità dei cittadini e l'autenticità di documenti di identificazione, di cui lo Stato è garante, rappresenta un elemento di tutela della sicurezza e della fede pubblicacite-ref-5[5].
CIE 3.0
La nuova CIEcite-ref-6[6] garantisce l'identità fisica e digitale del cittadino e consente l'accesso ai servizi online di PP.AA. e privati, anche in ambito mwpaUE. Il Poligrafico ha realizzato nel 2019 l'applicazione CIE ID, con cui l'utente può identificarsi tramite “Entra con CIE” e collegarsi ai principali servizi pubblici attraverso il proprio smartphone. Nel 2018 si è concluso il piano di dispiegamento delle postazioni di lavoro funzionali all'emissione del documento in tutti i Comuni italiani e dal 2019 è stato avviato, in via sperimentale, anche il rilascio della CIE all'estero.
Anticontraffazione e tracciabilità
Prodotti fondamentali per la tutela della salute pubblica, quali i bollini farmaceutici, i tasselli tabacchi, e i contrassegni vini D.O. della filiera viti-vincola, sono realizzati dal Poligrafico con complesse tecniche di stampa e sono dotati di sofisticati sistemi a garanzia dell'autenticità di origine del prodotto e della sua mwpwtracciabilità durante l'intero ciclo di vitacite-ref-7[7].
Dall'iniziativa congiunta tra il Poligrafico e la mwrqBanca d'Italia, nel 2018 è stata costituita la Società controllata mwrgValoridicarta S.p.A., finalizzata alla produzione, secondo il modello dellmwrw'mwsain-house providing, di carte speciali di sicurezza ed elementi/prodotti di sicurezza e/o anticontraffazione, con particolare riferimento al settore della carta per le banconote e per i documenti di riconoscimento.
Nel 2024, il Poligrafico ha promosso la "Made in Italy Innovation Challenge" in collaborazione con Codemotioncite-ref-8[8], un mwtghackathon finalizzato allo sviluppo di soluzioni tecnologiche per la tutela del Made in Italycite-ref-9[9]. Il progetto vincitore, mwuwCheckmate, ha combinato blockchain, intelligenza artificiale ed elementi fisici di sicurezza per migliorare la tracciabilità e garantire l'autenticità dei prodotticite-ref-10[10].
Monetazione e filiera artistica
Tra i compiti istituzionali affidati in via esclusiva alla Società rientra anche la coniazione della moneta, circolante e per collezionisti, che viene assicurata allo Stato italiano e a diversi Stati esteri, quali la mwwgRepubblica di San Marino e lo mwwwStato della Città del Vaticano. Ogni anno viene realizzata dal Poligrafico la collezione numismatica della mwxaRepubblica Italiana le cui monete vengono emesse, secondo un calendario stabilito, dal Ministero dell'economia e delle finanze e i cui soggetti vengono selezionati da una commissione composta da rappresentanti del Ministero, della Zecca e da maestri d'arte.
Storia della Zecca italiana
La storia della Zecca italiana è strettamente legata alla storia della Nazionecite-ref-11[11]. Agli albori dell'Unità italiana, il neonato regno ereditò le zecche che già esistevano, ovvero quelle di Torino, mwzwGenova, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, e Palermo, di recentissima riaperturacite-ref-12[12], che si riconobbero come troppe e si propose per cominciare la chiusura di Bolognacite-ref-13[13]. L'amministrazione delle zecche fu posta sotto il mwcaMinistero dell'agricoltura, industria e commercio, e da queste sarebbero dipesi gli uffici per il marchio dei metalli preziosicite-ref-rd4646-14-0[14]. Il 18 agosto 1861 la mwdqlira italiana ottenne il corso legale in tutto il Regno e ne fu stabilito il cambio con le monete che già circolavanocite-ref-15[15] e si dovette quindi procedere per la prima volta da secoli alla coniazione di moneta per il fabbisogno dell'intera Italia. Firenze cessò di battere moneta nel medesimo annocite-ref-16[16], ma mantenne ancora per un poco la direzione e rimase in funzione quale officina per la raffinazione dei metallicite-ref-rd4646-14-1[14]. Genova, che non coniava più dal 1860cite-ref-17[17], rimase, come Firenze, per la sorveglianza sugli uffici del marchio dell'oro e dell'argentocite-ref-rd4646-14-2[14] e, dal mwig1864, anche per la raffinazione dei metallicite-ref-18[18]
Il mwkaRegio decreto 9 novembre 1861, n. 326 attribuiva la fabbricazione di monete in oro e argento alle zecche in Milano, Napoli e Torino, mentre la zecca di Bologna veniva tenuta in attività provvisoriamente per piccole lavorazioni fino al 1º luglio 1861, con proroga poi a tutto l'annocite-ref-19[19], e sopprimeva le altre dal 1º gennaio 1862. Le caratteristiche delle nuove monete italiane furono approvate poco dopo, con mwlqRegio decreto 8 dicembre 1861, n. 368. La relazione che accompagna il R.D. 326/1861 dà una chiara idea del farraginoso e costoso sistema delle zecche italiane:
«Le zecche attualmente in esercizio in tutto il Regno sono quelle di Torino, Milano, Firenze e Napoli. Hanno inoltre un'esistenza legale quelle di Genova e di Palermo: sfornita l'una dell'antico storico locale quasi in rovina, l'altra di macchine e rimasta fuori esercizio da più di trent'anni. La zecca di Bologna, già soppressa, compie alcune piccole operazioni che erano in corso e che saranno terminate col cadere di quest'anno. [...] L'occasione era quindi propizia per seguire il movimento generale e perfettamente logico di concentramento nella fabbricazione delle monete, che si verifica In Europa da tre secoli in quà e che è consigliato dall'economia delle spese e dal bisogno della più perfetta uniformità nella fabbricazione e nè suoi prodotti. [...] Per altro in questa occasione, se il Governo volesse largheggiare d'indulgenza ai pregiudizi locali, non dovrebbe sostare solamente, ma retrocedere nell'opera dell'unificazione, perchè, come già si è esposto a V. M., sarebbe necessario richiamare in vita alcuni stabilimenti monetari che realmente non sono più in esercizio. E poco di meno avrebbe dovuto farsi per la zecca di Firenze che, in luogo assai ristretto, ha poche macchine imperfettissime del secolo scorso, ed è riuscita come ha potuto nella recente fabbricazione, per solo sforzo della proverbiale fecondità di espedienti dell'ingegnosa industria toscana.»
Si pose quindi convintamente mano a razionalizzare il sistema. Dovunque era una zecca soppressa, per non danneggiare i commerci, si istituì un ufficio di cambio delle paste preziose a parte in Toscana, dove fu impiantato a Livorno, e si cercò di far transitare il personale delle soppresse zecche verso quegli uffici, le direzioni che rimanevano in funzione o gli uffici del marchio. La vigilanza sul marchio dei metalli rimase solo alle zecche propriamente dette, ovvero Torino, Milano e Napolicite-ref-20[20]. A Palermo, ove non si produceva moneta da decenni, l'ufficio di cambio fu chiuso nel 1864 per inattivitàcite-ref-21[21]. Nel 1865 le zecche furono staccate dal Ministero di agricoltura, industria e commercio e poste alle dipendenze di mwoaquello delle finanzecite-ref-22[22]. L'anno successivo, all'annessione delle province venete, fu acquisita anche la mwpqzecca di Venezia, che tuttavia non fu impiegata per la coniazione di monete, ma solo quale ufficio di cambio di paste preziosecite-ref-23[23], in linea coi principi di comodità commerciale sopra esposti. Nel 1869 le zecche persero la vigilanza del marchio dei metalli preziosi, che fu trasferita all'amministrazione centrale del mwqgMinistero dell'agricoltura, dell'industria e del commerciocite-ref-24[24]. Il 1º aprile 1870 rimase in esercizio solo la mwrwzecca di Milano, bastando alle esigenze del Regnocite-ref-25[25]. Con mwtaRoma capitale, scompaiono le Zecche degli stati preunitari, la Zecca Pontificia diviene Regia Zecca. L'edificio della Zecca dell'Italia unita viene realizzato in via Principe Umberto a Roma nel 1908 e inaugurato nel 1911, per ospitare lo Stabilimento, il Museo della Zecca e la Scuola dell'Arte della Medagliacite-ref-26[26]cite-ref-27[27]cite-ref-28[28].
Nel 1999 lo Stabilimento Zecca viene trasferito nell'edificio di via Gino Capponi che inizialmente si affianca e poi subentra alla sede storica di via Principe Umberto nella coniazione dell'euro e nelle attività di monetazione a corso legale, mwwgnumismatica, medaglistica e di creazione di prodotti d'arte. All'interno della Zecca, importante la presenza del CNAC, il Centro Nazionale per l'Analisi delle Monete, autorità nazionale competente in materia di analisi dei falsi.
Il Museo della Zecca
Il mwxqMuseo numismatico della Zecca Italiana, inizialmente presente nel palazzo della Regia Zecca e poi presso il mwxgPalazzo delle Finanze, è situato dal 2016 in Via Salaria 712, nel complesso industriale che ospita l'Officina carte valori e produzioni tradizionali.
La Collezione
La sede del Museo, in cui nel mwyq1992 durante i lavori per la costruzione del nuovo edificio è stato rinvenuto un mwygmausoleo di epoca romano-imperiale del II secolo d.C., accoglie collezioni di monete, medaglie, conî, punzoni e modelli in cera oltre a copie di ogni moneta e mwywmedaglia di nuova emissione. Inoltre vi è conservata una raccolta di modelli in cera di mwzaBenedetto Pistrucci, autore del modello della mwzqsterlina britannica raffigurante mwzgSan Giorgio e il drago, ancora oggi in uso presso la Zecca reale britannica.
La Scuola dell'arte della medaglia
La Scuola dell'Arte della Medaglia (SAM) è stata istituita su impulso del Re mw0gVittorio Emanuele III, il “Re numismatico”, con legge n. 486 del 14 luglio 1907, nello storico palazzo di via Principe Umberto, a Roma nel quartiere mw0wEsquilino, dove tuttora opera, per creare all'interno della Regia Zecca una scuola d'alta specializzazione sulle tecniche di modellazione e incisione a taglio diretto, in grado di rinnovare l'immagine della moneta e della medaglia italiana che sarebbe stata poi coniata dalla prima Zecca dell'Italia unita.
La scuola forma ogni anno 12 allievi provenienti da tutto il mondo, ammessi ai corsi dopo aver superato un concorso che viene bandito all'inizio di ogni anno accademico. In ordine di graduatoria, gli allievi idonei, dopo aver superato la selezione, sono ammessi a frequentare il corso ordinario (di durata triennale) ed il corso propedeutico (annuale).
Le banconote
Per il mw1wMinistero del Tesoro ha stampato cartamoneta da 1, 2, 5, 10, 50, 100, 500 lire dalla sua fondazione e fino alla metà degli anni '80.cite-ref-29[29] Per conto della mw3aBanca d'Italia ha stampato banconote dal 1943 ai primi anni '60.cite-ref-30[30]
Filiera giuridico-amministrativa e prodotti web based
• realizzazione e gestione del processo informatizzato per la produzione e la diffusione della Gazzetta Ufficiale (cartacea e telematica);
• realizzazione e gestione del servizio “Normattiva” che mette a disposizione gratuitamente tutta la mw7alegislazione italiana online in multi-vigenza dal mw7q1861 a oggi, con aggiornamento quotidiano della banca dati a seguito delle modifiche apportate agli atti normativi;
• gestione di servizi web dedicati alla divulgazione dell'informazione di fonte pubblica;
• realizzazione e gestione di servizi di acquisizione, raccolta, redazione e metadatazione di informazioni inerenti a tematiche giuridico-legislative;
• redazione e realizzazione di opere editoriali con il marchio “Libreria dello Stato”;
• realizzazione di pubblicazioni, prodotti cartotecnici e modulistica varia per la pubblica amministrazione, tra cui il materiale necessario per la gestione del servizio elettorale.
Impegni di sostenibilità sociale e ambientali
Il Poligrafico, in linea con il contesto internazionale, europeo e nazionale nel quale opera, alla luce delle sfide dettate dai cambiamenti climatici e dall'affermazione di nuovi modelli di mw9aeconomia circolare, adotta le seguenti direttrici di miglioramento:
• mw9wAnalisi del ciclo di vita del portafoglio prodotti attuale e progettazione nuovi prodotti in ottica di mw-aeconomia circolare;
• Processi di acquisto responsabili (valutazione di mw-gsostenibilità per i fornitori come criterio premiante nel processo di approvvigionamento e riduzione della catena di approvvigionamento);
• Aumento del livello di mw-aindipendenza energetica tramite autoproduzione e con l'utilizzo di mw-qfonti rinnovabili;
• Adozione di politiche attive per la mw-wneutralità carbonica;
• Estensione a tutta l'Azienda di sistemi per la sicurezza dei lavoratori basata sui comportamenti virtuosi (BBS – mwaqeBest Behaviour Safety);
• Riduzione dell'impronta ambientale dei prodotti e dei processi produttivi.
Indicatori economici
Il fatturato aziendale nel 2013 era pari a 360 milioni di euro, mentre nell'esercizio 2018 ha raggiunto un volume di 460 milioni di euro, con un tasso medio annuo di crescita del 4%. L'EBITDA operativo nel 2018 ha raggiunto i 178 milioni di euro (38% circa del fatturato): nel 2013 tale indicatore superava di poco i 110 milionicite-ref-32[32].
Partecipazioni
Vertici aziendali
Cronologia dei vertici aziendali IPZS.cite-ref-35[35]
| Periodo | Carica e nome | Note |
|---|---|---|
| dal 2025 | Presidente: Paolo Perrone Amministratore delegato: Michele Sciscioli | [ 36 ] |
| 2023 - 2025 | Presidente: Paolo Perrone Amministratore delegato: Francesco Soro | [ 37 ] |
| 2020 - 2023 | Presidente (2023): Pier Paolo Cento Presidente (2020-2022): Antonio Palma Amministratore delegato (2022-2023): Francesca Reich [ 38 ] Amministratore delegato (2020-2022): Paolo Aielli | [ 39 ] |
| 2017 - 2020 | Presidente: Domenico Tudini Amministratore delegato: Paolo Aielli | [ 40 ] |
| 2014 - 2016 | Presidente: Domenico Tudini Amministratore delegato: Paolo Aielli | [ 41 ] |
| 2011 - 2013 | Presidente e Amministratore delegato: Maurizio Prato | |
| 2008 - 2010 | Presidente: Roberto Mazzei Amministratore delegato: Ferruccio Ferranti | [ 42 ] |
| 2007 - 2009 | Presidente: Mario Murri Amministratore delegato: Lamberto Gabrielli | [ 43 ] |
| 2004 - 2006 | Presidente (2004 - 2005): Silvano Boroli Presidente (2006): Antonio La Pergola Vicepresidente: Giovanni Fiori Amministratore delegato: Massimo Ponzellini | [ 44 ] [ 45 ] |
| 2002 - 2004 | Presidente: Claudio Varrone | [ 46 ] |
Dati societari
• Ragione sociale: mwaz8Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato - I.P.Z.S. S.p.A.
• Unico azionista il mwaaeMinistero dell'economia e delle finanze. Sede societaria: Via Salaria, 691 – 00138 Roma
• mwaamPartita IVA: 00880711007
Note
cite-note-11. ↑ mwaaoRegio decretomwaas mwaaw25 maggio 1865, n. 2316
cite-note-22. ↑ mwabaDecreto legislativo luogotenenzialemwabe mwabi16 agosto 1918, n. 1199
cite-note-33. ↑ mwabymwabcmwabgPortale Poligrafico e Zecca dello Stato - Passaporto elettronico, su mwabkipzs.it.
cite-note-44. ↑ mwab0mwab4mwab8Portale Poligrafico e Zecca dello Stato - Permesso di Soggiorno elettronico, su mwacaipzs.it.
cite-note-55. ↑ mwacqmwacumwacyPortale Poligrafico e Zecca dello Stato - Documenti di riconoscimento, su mwaccipzs.it. mwacgURL consultato il 20 aprile 2020 mwack(archiviato dall'mwacourl originale il 3 maggio 2020).
cite-note-66. ↑ mwac4mwac8mwadaPortale Poligrafico e Zecca dello Stato - Carta d'Identità Elettronica, su mwadeipzs.it.
cite-note-77. ↑ mwadumwadymwadcPortale Poligrafico e Zecca dello Stato - Sicurezza e Anticontraffazione, su mwadgipzs.it.
cite-note-88. ↑ mwadwIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A, mwad0mwad4Hackathon | IPZS, su mwad8www.ipzs.it. mwaeaURL consultato il 4 marzo 2025.
cite-note-99. ↑ mwaeqmwaeumwaey"Made in Italy Innovation Challenge" online hackathon, su mwaecevents.codemotion.com. mwaegURL consultato il 4 marzo 2025.
cite-note-1010. ↑ mwaewCodemotion, mwae0mwae4Gran finale dell'Hackathon "Made in Italy Innovation Challenge" con Codemotion e l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, su mwae8Codemotion Magazine, 27 maggio 2024. mwafaURL consultato il 4 marzo 2025.
cite-note-1111. ↑ mwafqEdoardo Martinori, mwafuLa Zecca di Roma.
cite-note-1212. ↑ mwafkmwafomwafsN. 159, legge che unifica il sistema monetario della Sicilia con quello dell'Italia e dispone di riaprirsi la zecca di Palermo (mwafwmwaf0PDF), in mwaf4Raccolta degli atti del governo dittatoriale e prodittatoriale in Siciliamwaf8 : 1860, Ed. officiale, Palermo, Stabilimento tipografico di Francesco Lao, 1861, pp.mwaga 215–220. mwageURL consultato il 26 aprile 2025. Ospitato su Ministero della Giustizia.
cite-note-1313. ↑ mwagumwagymwagcRelazione fatta a S.M. dal Ministro di agricoltura, industria e commercio in udienza del 3 febbraio 1861, in mwaggCollezione celerifera delle leggi, decreti, istruzioni e circolari pubblicate nell'anno 1861, XLI, Torino, 1861, pp.mwagk 520–523.
cite-note-rd4646-1414. ↑ mwahemwahimwahmRegio decreto 4646 del 3 febbraio 1861, in mwahqCollezione celerifera delle leggi, decreti, istruzioni e circolari pubblicate nell'anno 1861, XLI, Torino, 1861, pp.mwahu 524.
cite-note-1515. ↑ mwahkRegio decretomwaho mwahs17 luglio 1861, n. 123
cite-note-1616. ↑ mwah8mwaiamwaieCorpus Nummorum Italicorum, XII, Roma, Cecchini, 1930, p.mwaii 1. mwaimURL consultato il 26 aprile 2025. Le ultime monete coniate furono in argento, da 50 centesimi e 1 e 5 lire (mwaiqmwaiumwaiyCorpus Nummorum Italicorum, I, Roma, Tipografia della R. Accademia dei Lincei, 1910, pp.mwaic 465–466. mwaigURL consultato il 26 aprile 2025.)
cite-note-1717. ↑ mwaiwmwai0mwai4Relazione fatta a S.M. dal Ministro di agricoltura, industria e commercio in udienza del 3 febbraio 1861, in mwai8Collezione celerifera delle leggi, decreti, istruzioni e circolari pubblicate nell'anno 1861, XLI, Torino, 1861, p.mwaja 521.mwajemwajimwajmCorpus Nummorum Italicorum, III, Roma, Tipografia della R. Accademia dei Lincei, 1912, p.mwajq 509. mwajuURL consultato il 26 aprile 2025.
cite-note-1818. ↑ mwajkGiuseppe Sacchetti, mwajomwajsDella Coniazione Monetaria e delle Monete Italiane del Secolo XIX, Vigevano, Spargella, 1873, p.mwajw 185.
cite-note-1919. ↑ mwakaRegio decretomwake mwaki23 maggio 1861, n. 39
cite-note-2020. ↑ mwakyRegio decretomwakc mwakg9 novembre 1861, n. 326, artt. 9, 12
cite-note-2121. ↑ mwakwRegio decretomwak0 mwak49 ottobre 1864, n. 1963, articolo 9
cite-note-2222. ↑ mwaliRegio decretomwalm mwalq21 novembre 1865, n. 2617
cite-note-2323. ↑ mwalgmwalkmwaloCorpus Nummorum Italicorum, VII, Roma, Tipografia della R. Accademia dei Lincei, 1915, p.mwals 1. mwalwURL consultato il 26 aprile 2025.mwal0mwal4mwal8Corpus Nummorum Italicorum, I, Roma, Tipografia della R. Accademia dei Lincei, 1910, pp.mwama 478–479. mwameURL consultato il 26 aprile 2025. mwamimwammRegio decretomwamq mwamu19 gennaio 1867, n. 4187
cite-note-2424. ↑ mwamkRegio decretomwamo mwams1 luglio 1869, n. 5173, articolo 3
cite-note-2525. ↑ mwam8Regio decretomwana mwane17 febbraio 1870, n. 5527
cite-note-2626. ↑ mwanuRosa Maria Villani, mwanyLa Scuola dell’Arte della Medaglia. Una storia attuale, Roma, Libreria dello Stato - Ist. Poligrafico dello Stato, 2019.
cite-note-2727. ↑ mwanoEdoardo Currà, mwansUn palazzo-fabbrica nella Roma del Novecento. Ricerche archeo-industriali per il recupero della Regia Zecca, collana mwanwPatrimonio industriale: conoscenza e progetto, Edifir, 2021.
cite-note-2828. ↑ mwaoamwaoemwaoiNasce Valoridicarta s.p.a., il polo nazionale di produzione delle carte speciali di sicurezza, su mwaommef.gov.it, 12 luglio 2019. mwaoqURL consultato il 25 aprile 2025.
cite-note-2929. ↑ mwaogmwaokcartamonetaitaliana.com, mwaoohttps://www.cartamonetaitaliana.com/museo/?codCat=4mwaos Titolo mancante per url mwaowurl (aiuto).
cite-note-3030. ↑ mwapihttps://www.cartamonetaitaliana.com/museo/
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Bibliografia
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Voci correlate
Altri progetti
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• Wikizionario
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su ipzs.it.
• mwaxcSito del Museo della Zecca, museodellazecca.ipzs.it
• mwaxkPortale di arte e di informazione culturale, su darte.ipzs.it. URL consultato il 5 giugno 2019 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016).
• mwaxsIl portale della Scuola dell'Arte della Medaglia, su ipzs.it. URL consultato il 27 giugno 2012 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2014).